Università di Pisa
Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica
Summer School in:
Scienze della Mente, Logica e Pratiche Contemplative nei Classici Buddhisti Indo-Tibetani

RITIRO INTENSIVO di 6 settimane (12 CFU)
Hotel Reale, Piazza del Popolo 27 – 05018 Orvieto (Umbria)
14/06/2027 – 23/07/2027
Educa la tua mente attraverso la logica, il dibattito, la pratica contemplativa e l’indagine diretta.
Come si distingue una cognizione valida da una proiezione? Come si esamina la propria mente con il rigore della logica, e non solo con l’intuizione? Sono domande a cui la formazione contemporanea risponde raramente in modo strutturato.
Per oltre mille anni le università monastiche dell’India e del Tibet hanno costruito esattamente questo: un addestramento rigoroso in logica, dibattito e analisi fenomenologica, capace di mappare nel dettaglio la mente e i suoi processi. Non fede — metodo.
Questo metodo esiste ancora integro. In Occidente arriva quasi sempre filtrato: semplificato, reinterpretato, riadattato al linguaggio new age. Questa Summer School è, nel suo genere, l’unica nel mondo occidentale a trasmetterlo così com’è: una formazione completa, in un contesto esclusivo di immersione totale, fondata sulla tradizione originale — scevra da trasformazioni new age e da adattamenti moderni, la tradizione stessa, nella sua piena potenza analitica e contemplativa.
È pensata per atenei e ricercatori che cercano la fonte originale. Ed è pensata, allo stesso modo, per chi — di qualsiasi età — è stanco di risposte vaghe e cerca strumenti concreti per pensare con chiarezza, verificare ciò che pensa, e comprendere la propria mente: una formazione che oggi quasi nessuno offre davvero.
Scopri la tua mente e il modo in cui funziona: diventa lo scienziato di te stesso, per una vita più consapevole e un mondo migliore. Aperta a tutti.
COSTO ISCRIZIONE
170 ore · 80 ore di dibattito · 1.000 €
Si incoraggiano i partecipanti a seguire l’intero programma intensivo di sei settimane, pur restando libera la possibilità di partecipare solo per la durata compatibile con le proprie disponibilità.
Per ottenere i 12 crediti universitari (ECTS), è richiesta la partecipazione all’intero programma di sei settimane.
La quota di iscrizione è di 1.000 €, indipendentemente dalla durata della partecipazione.

PROGRAMMA E STRUTTURA
Questo programma intensivo residenziale ha una durata di 6 settimane, dal 14 giugno al 23 luglio 2027.
Integra quattro dimensioni:
Il metodo del dibattito monastico tibetano — una pratica dialettica millenaria che educa il pensiero valido attraverso il confronto diretto. Con 80 ore dedicate al dibattito, i partecipanti non si limitano a studiare la logica: la praticano, in un esercizio che porta a una comprensione valida della realtà.
Lo studio dei grandi trattati di epistemologia indiana — la Raccolta dei Sooggettii (Dudra), i Evidenze and Ragionamentii (Tarig) e brani selezionati dal ttrattato sulla Coognizione. Valida (Pramāṇavārttika) di Dharmakīrti, che analizzano la natura della percezione, dell’inferenza e della cognizione valida con rigore e precisione chirurgica.
Gli strumenti epistemici di accesso al mondo fenomenologico — il ragionamento valido come strumento d’indagine, usato nello studio e nella pratica contemplativa per esplorare la realtà: come la mente si impegna con i propri oggetti, come si distingue tra l’oggetto che appare alla mente e l’oggetto così come viene appreso, e come il ragionamento rigoroso apra l’accesso a ciò che rimane nascosto ai sensi.
Il dialogo con le scienze cognitive contemporanee — sessioni settimanali di integrazione pratica nell’educazione del pensiero, per costruire ponti tra le tassonomie tradizionali della mente e la ricerca contemporanea in psicologia cognitiva e neuroscienze.
Le sei settimane del corso, per un totale di 170 ore, si articolano in tre nuclei progressivi.
Ogni giornata (dal lunedì al venerdì) comprende lezioni frontali al mattino e nel primo pomeriggio,
e sessioni di dibattito nel tardo pomeriggio e in serata.
Settimane 1–3
Raccolta dei Soggetti (Dudra)
Classificazione dei fenomeni e analisi concettuale.
I Collected Topics costituiscono il fondamento dell’addestramento epistemologico tibetano: insegnano a categorizzare i fenomeni, a distinguere identità e differenza, a riconoscere le relazioni logiche tra i concetti. Qui si impara il linguaggio del dibattito e si acquisiscono gli strumenti per un’indagine rigorosa della realtà.
Settimane 4–5
Evidenze e Ragionamenti (Tarig)
Logica inferenziale e validità della conoscenza.
Lo studio delle evidenze e del ragionamento approfondisce la scienza della prova logica: le caratteristiche di un’evidenza valida, la relazione tra evidenza e tesi, e le tre categorie di prova corretta (evidenza d’effetto, di natura e di non percezione). Il ragionamento viene esplorato come chiave per aprire le porte a una realtà che rimane nascosta ai sensi.
Settimana 6
Cognizione Valida. (Pramāṇavārttika) Cap. 1
Brani selezionati dal Commentario alla Cognizione Valida di Dharmakīrti, il testo fondamentale dell’epistemologia buddhista indiana.
Si affrontano la natura delle cognizioni sensoriali, il ragionamento logico che stabilisce come le percezioni sensoriali siano prive di concettualizzazione, il modo in cui il pensiero concettuale si impegna nella realtà attraverso il medium degli universali, e le caratteristiche della settuplice tassonomia della cognizione.

Ogni SETTIMANA prevede un modulo di Integrazione pratica nell’educazione del pensiero: un seminario in cui i contenuti della tradizione classica vengono messi in dialogo con le scienze cognitive contemporanee e con le applicazioni in ambito educativo e psicologico.
Questo primo anno pone le basi mentali di un percorso quadriennale: la costruzione del pensiero valido attraverso la logica e il dibattito, e lo strumento del sillogismo nella scienza epistemologica, usato nello studio e nella pratica per accedere all’indagine del mondo fenomenologico. Nei tre anni successivi il programma proseguirà con: i processi cognitivi e psicologici — la mappatura della mente e dei fattori mentali (Pramāṇavārttika, cap. 2, e Lorig) nel secondo anno; la filosofia del sorgere dipendente e della vacuità (Madhyamaka) nel terzo anno; e gli stadi e i sentieri di sviluppo della mente su questa base (Abhisamayālaṅkāra, insieme alla Perfezione della Saggezza) nel quarto
A CHI È RIVOLTO
Il programma è aperto a studenti, laureati, ricercatori e professionisti interessati allo studio della mente, della cognizione, dell’epistemologia e delle scienze contemplative. Crediti universitari (12 CFU) disponibili per chi ne ha i requisiti.
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
La partecipazione è limitata a 40 studenti; pertanto, completare la pre-iscrizione è il modo migliore per assicurarsi di essere tra i primi a sapere quando apriranno le iscrizioni ufficiali.
Tenere monitorato il sito: https://www.unipi.it/didattica/corsi/summer-schools/ sul quale sarà pubblicato il bando ufficiale, oppure scrivere a contemplativestudiesitalia@gmail.com.
Puoi già pre-iscriverti tramite il pulsante qui sotto, una volta che l’università di Pisa avrà pubblicato il bando ufficiale verrai immediatamente contattato via email per finalizzare l’iscrizione.

“Incoraggio i buddhisti che incontro a essere buddhisti del XXI secolo, a scoprire che cosa significhino davvero gli insegnamenti e a metterli in pratica. Questo implica ascoltare e leggere, riflettere su ciò che si è ascoltato e letto e rendersene profondamente familiari.”
Sua Santità il Dalai Lama
Insegnanti

Serkong Tsenshap Rinpoche
All’età di due anni, Serkong Tsenshap Rinpoche (1984 – oggi) indicò una foto del recentemente scomparso Assistente del Tutor del XIV Dalai Lama e disse: “Quello sono io!” All’età di circa tre anni, fu riconosciuto da Sua Santità il Dalai Lama come l’incarnazione di Kyabje Tsenshap Serkong Tugse Rinpoche (1914-1983), uno dei sette maestri con cui Sua Santità il Dalai Lama praticava il dibattito.
Rinpoche iniziò i suoi studi e l’addestramento buddhista presso il Monastero di Ganden Jangtse nell’India meridionale. Dopo aver deciso di continuare il suo lavoro per il Dharma come laico, completò la sua formazione presso l’Istituto di Dialettica Buddhista a Dharamsala. Su consiglio del Dalai Lama, Rinpoche completò tre anni di studio intensivo della lingua inglese in Canada.
Attualmente, Rinpoche insegna nei Centri Dharma di tutto il mondo, combinando la sua profonda conoscenza e pratica buddhista con una comprensione del mondo moderno. I suoi insegnamenti coinvolgenti sono caratterizzati da saggezza, umiltà e umorismo. Rinpoche considera un onore portare avanti gli insegnamenti e le responsabilità di Tsenshap Serkong Tugse Rinpoche, sforzandosi di beneficiare gli altri al massimo delle proprie possibilità.

Gen Tenzin Gurmyi
Breve biografia del mio grande amico spirituale:
il Rimé Geshe Tenzin Gurmyi di Serkong Tsenshab Tulku
Incontrai per la prima volta il mio grande amico spirituale, il Rimé Geshe Tenzin Gurmyi, quando studiavo all’Istituto di Dialettica Buddhista. All’epoca, Genla studiava nella classe di Tantra, mentre io ero nella classe di Madhyamaka. Inoltre, Genla e io avevamo stanze adiacenti.
Una mattina, mentre uscivo dalla mia stanza, accadde che anche Genla stesse uscendo dalla sua, tenendo in mano un vaso per le offerte (phul phor) colmo di bevanda dorata (gser skyems). In quel momento, nella mia mente sorsero allo stesso tempo stupore e gioia nel vedere che uno studente così giovane fosse impegnato in tali pratiche. Da allora, iniziai istintivamente a prestare attenzione al comportamento di Genla; inoltre, notai che anche altri studenti gli mostravano grande rispetto. Osservai che Genla era gentile e composto, tendeva a stare per conto suo, profondamente assorto nei pensieri; tuttavia, pensai che se avessi avuto l’opportunità di trascorrere del tempo con lui, ciò sarebbe stato certamente molto trasformativo per me.
Durante l’estate, all’Istituto di Dialettica Buddhista vi era la tradizione per cui le classi di Madhyamaka e di Perfezione della Saggezza studiavano e discutevano il testo del Signore del Ragionamento [cioè Dharmakīrti], il Pramāṇavārttika. Poiché le classi superiori e inferiori potevano mescolarsi e incontrarsi per le lezioni sui testi di Pramāṇa, la mia classe chiese a Genla di spiegare le tesi e chiarire i dubbi relativi agli argomenti di dibattito. Egli accettò, spiegandoci come gli studiosi del passato avevano chiarito tali dubbi e presentando anche il suo modo personale e unico di porre ulteriori domande; ci sentimmo come un vaso riempito fino all’orlo con le nostre menti completamente affascinate.
Quella fu la mia prima connessione di Dharma con Genla e da allora ho continuato, e continuo tuttora, ad assaporare il nettare delle sue profonde spiegazioni di molti testi, sia del Mahāyāna sia dell’Hīnayāna, di Sūtra e di Tantra, per le quali mi sento immensamente fortunato.
Come punto di partenza per questa biografia,ho chiesto a Genla informazioni i nomi dei suoi genitori, sui suoi maestri e così via, e il permesso di aggiungere alcune mie sincere osservazioni dirette, che mi ha concesso.
Genla nacque nel 1976, nell’insediamento tibetano di Phuntsokling, in Odisha, un luogo benedetto da molti Paṇḍita e Siddha come l’Ācārya Dignāga e altri. Suo padre si chiamava Shedrub e sua madre si chiama Yangchen Drolkar; era il quarto di sette figli.
Fin da giovane ricevette una solida base nella lettura e nella scrittura dell’alfabeto tibetano da suo padre e dallo zio materno, il rinomato Aku Tsewang Chogdrub. Raggiunta l’età scolare, iniziò a studiare nella scuola per rifugiati tibetani dell’insediamento, dove completò con successo l’istruzione primaria moderna fino alla decima classe. Successivamente, verso la fine dell’undicesima classe presso la Tibetan School di Shimla, un sogno risvegliò le sue impronte positive del passato e in lui sorse il desiderio irresistibile di diventare monaco. Nel 1994 si iscrisse all’Istituto di Dialettica Buddhista a Dharamsala, entrando nella vita monastica.
Il primo taglio dei capelli di Genla fu conferito dal compianto Kyabjé Denma Locho Rinpoche, ed egli ricevette la piena ordinazione di gelong (i cui precetti sono il fondamento dei preziosi insegnamenti del Buddha) da Sua Santità il Dalai Lama Onnisciente, incarnazione di Ārya Avalokiteśvara in vesti monastiche, come suo precettore (mkhan po), e da Kyabjé Jhado Rinpoche Tenzin Jungné Pelsangpo come assistente precettore (las slob), alla presenza di una completa comunità monastica.
Sebbene Genla avesse un grande interesse per lo studio e la riflessione sui grandi trattati fin da giovane, la sua aspirazione alla pratica meditativa era ancora più forte. Per questo, dopo circa un anno di frequenza all’Istituto di Dialettica Buddhista, pensò di aver forse commesso un errore nell’iscriversi. Fu allora che seppe che il realizzato lama Drikung-Kagyu Drubwang Konchok Norbu Rinpoche risiedeva in una casa di ritiro vicino al Tushita Meditation Centre, situato su una montagna nei pressi della Residenza di Sua Santità. Genla andò a incontrare Rinpoche e chiese di essere accettato come discepolo. Tuttavia, Rinpoche gli chiese: «Hai studiato i testi?». Genla rispose: «No». Rinpoche allora disse: «La meditazione senza studio è come scalare una scogliera senza mani. Dovresti tornare all’Istituto di Dialettica Buddhista e continuare a studiare i testi. Dopo averli studiati, potrò aiutarti». Con queste parole, Genla fece ritorno all’Istituto.
Da quel momento in poi, l’impegno di Genla negli studi si intensificò ulteriormente, come un fuoco ardente. Affidandosi correttamente a molti maestri spirituali, come Geshe Jetsun Losang Gyatso, Geshe Damchö Gyaltsen, Geshe Jangchub Tsultrim, Gen Gyatso, Geshe Könchok Wangdü, Geshe Dorjé Damdul, Geshe Losang Tenpa e Geshe Thubten Sönam, si applicò con costanza e sincerità allo studio e alla contemplazione dei cinque grandi trattati e dei sistemi testuali del mantra segreto presso l’Istituto di Dialettica Buddhista, portando così a compimento i suoi studi.
Inoltre, Genla si dedicò allo studio e alla contemplazione non settari delle varie visioni filosofiche con Nyingma Khenpo Tulku Chöku, Sakya Khenpo Könchok Gyaltsen, Kagyu Khenpo Tsultrim Namdak.
Sempre senza settarismo, Genla ha ricevuto iniziazioni, trasmissioni e istruzioni di pratica per i vari sistemi tantrici del veicolo del mantra segreto, nonché insegnamenti sull’addestramento della mente (blo sbyong), da Sua Santità il Dalai Lama, Kyabjé Taglung Tsetrul Rinpoche, Kyabjé Garjé Khamtrul Rinpoche, Kyabjé Denma Lochö Rinpoche, Kyabjé Ganden Trisur Rizong Rinpoche, Sakya Gongma Trichen Rinpoche, Kyabjé Garchen Rinpoche della tradizione Drikung-Kagyu, Kyabjé Lama Relchok Rinpoche, il lama di Nangchen Kyabjé Karma Nyendrak Rinpoche, Kyabjé Minling Trichen Rinpoche, Kyabjé Trulshik Rinpoche e altri; maturando così il suo continuum mentale.
Successivamente, sotto la guida di Geshe Thubten Pelsang per quanto riguarda la visione Madhyamaka, Genla si è dedicato allo studio e alla contemplazione dei punti difficili del Prāsaṅgika, eliminando le concezioni errate su questi temi, concentrandosi principalmente sulla visione Madhyamaka così come intesa dal Grande Je (Tsongkhapa) della natura ultima del sorgere dipendente. Investigò questioni quali: se gli oggetti osservati delle afflizioni esistano convenzionalmente o meno; se le coscienze concettuali che non si afferrano alla vera esistenza esistano nei continuum di persone che non hanno realizzato la natura ultima; e le discrepanze nella lettura letterale delle eccellenti spiegazioni del Je [Tsongkhapa] riguardo alla visione Svātantrika, e così via. Proprio come disse il Bhagavān:
“O monaci e studiosi,
come l’oro viene messo alla prova bruciandolo, tagliandolo e strofinandolo,
così le mie parole devono essere accettate solo dopo un’adeguata indagine
e non per semplice rispetto.”
Pertanto, si può comprendere che quando Genla si confrontava con il significato delle scritture, rimaneva imparziale e privo di pregiudizi.
In sintesi, spronando il cavallo della sua intelligenza imparziale con la frusta di un’applicazione costante e sincera, Genla si è dedicato allo studio e alla contemplazione di:
All’inizio, Gli argomenti Raccolti, la Coscienza e i Conoscitori, e i Segni e le Ragionamenti;
Nel mezzo, il canestro scritturale del Veicolo della Perfezione, comprendente i sistemi del grande e del piccolo veicolo – come i cinque grandi trattati – in relazione a tutte le tradizioni tibetane in modo non settario;
Infine, i tantra Vajrayāna del mantra segreto, che spiegano il significato delle quattro classi di tantra, essenza di tutti gli insegnamenti del Vittorioso.
Di conseguenza, Genla non solo ha ricevuto infinite lodi per la sua eccellenza da parte di studenti e insegnanti, ma è diventato anche un maestro (Ācārya) verso il quale molti studenti rivolgono lo sguardo nella speranza di chiarire i loro dubbi e ricevere istruzione.
Nel 2009, Genla si è diplomato all’Istituto di Dialettica Buddhista come primo della sua classe, ricevendo il titolo di Geshe Rimé (non settario). Su richiesta dell’Ufficio Centrale dell’Istituto, Genla ha assunto le responsabilità di insegnamento dal 2010 al 2017.
Quando insegnava Perfezione della Saggezza, Pramāṇa e Madhyamaka, Genla non si limitava a garantire che gli studenti comprendessero il significato dei testi, ma enfatizzava anche quali fossero i punti finali di ciascuna materia, come mettere questi insegnamenti in pratica nella propria mente e come fossero spiegati nei testi dei Paṇḍita indiani; a tutti gli studenti era chiaro che i suoi insegnamenti erano profondi.
Il Protettore Onnisciente Sua Santità il Dalai Lama ha insegnato ripetutamente e con grande profondità che il Kangyur e il Tengyur del Vittorioso non dovrebbero essere tenuti solo come oggetti di venerazione, ma considerati piuttosto come libri da studiare. In accordo con questo consiglio, Genla ha continuato a studiare costantemente i testi dei Paṇḍita indiani e, in particolare, ha mostrato grande interesse per i trattati composti dagli Ācārya della scuola Svātantrika, come l’Ācārya Bhāvaviveka e altri.
Non solo Genla è sempre stato eccezionalmente rispettoso nei confronti dei suoi maestri nei termini della condotta esterna, distinguendosi anche per la capacità di mettere in pratica i loro insegnamenti. Per citare solo un esempio: un Geshe da cui Genla aveva ricevuto insegnamenti sulla visione Madhyamaka divenne anche un Geshe da cui io stesso chiesi insegnamenti; ricordo Genla che ripeteva spesso: «Nei suoi insegnamenti, Geshe-la spiegava così il modo di comprendere la visione Madhyamaka e di mettere in pratica il significato del testo». Sebbene avessimo lo stesso maestro, la differenza [tra noi] nel fatto che il significato dei testi apparisse o meno come istruzioni di pratica era come tra Oriente e Occidente; ciò era certamente dovuto al suo corretto modo di affidarsi all’amico spirituale.
Un’altra volta, mentre Genla e io viaggiavamo insieme in auto, stavo raccontandogli la biografia di un grande essere riconosciuto da tutti come il Secondo Buddha. Genla disse immediatamente all’autista di fermare l’auto sul ciglio della strada e si mise ad ascoltare con fede e devozione incommensurabili. Questo è un chiaro esempio di come Genla manifesta fede e devozione verso i santi esseri del passato.
Genla parla sempre con rispetto a chiunque, indipendentemente da chi fosse, e sento profondamente che la sua natura è quella di non parlare mai dei difetti altrui, ma piuttosto di concentrarsi sulle qualità positive.
Nel 2017, a causa della salute cagionevole di Genla, egli si è ritirato dal suo incarico di insegnamento presso l’Istituto di Dialettica Buddhista. Tuttavia, una volta migliorata la sua salute, Genla ha continuato a guidare molti studenti, sia locali sia stranieri, per quanto riguarda questa e le vite future, insegnando il Dharma dei grandi esseri dei veicoli maggiori e minori, impegnandosi anche in approximation retreats e così via.
Questo è solo un piccolo scorcio della vita di Genla.
Prego affinché, da ora in avanti, la vita di Genla sia stabile e lunga; e che egli continui a donarci, a noi suoi studenti, la sua guida compassionevole, come le piogge estive.
Scritto nel giorno propizio del Vittorioso (mercoledì), 1° maggio 2024, presso la Residenza di Sua Santità, da Serkong Tsenshab Tulku.

Atisha Mathur, Ph.D.
Atisha è nato e cresciuto a New Delhi, in India. Ha svolto gli studi universitari in Lingue e Letterature dell’Asia Meridionale, con specializzazione in studi tibetani, presso il prestigioso Istituto Orientale di Napoli (L’Orientale), in Italia. Il suo percorso di ricerca lo ha poi condotto alla Central University of Tibetan Studies di Sarnath, in India, dove è entrato per la prima volta in contatto con l’approccio tradizionale allo studio del Buddhismo.
Successivamente, Atisha ha completato un rigoroso programma di studi decennale presso l’Institute of Buddhist Dialectics di Dharamsala, incentrato su logica, dibattito e sui principali trattati indiani e tibetani. Nel 2024 ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Buddhisti presso l’Università L’Orientale di Napoli.
Dal 2019, Atisha condivide generosamente la sua competenza in logica e dibattito con gruppi di studenti provenienti da tutto il mondo.

Fabrizio Pallotti
Fabrizio Pallotti (Champa Pelgye) studia e pratica il buddismo dal 1979.
Ordinato monaco novizio da Ghesce Champa Gyatso nel 1981 e ordinato a pieno titolo da Sua Santità il Dalai Lama nel 1982, sotto la guida di Lama Yeshe ha svolto il ruolo di coordinatore spirituale durante il primo programma di studi avanzati di buddhismo diretto da Ghesce Champa Gyatzo presso l’Istituto Lama Tzong Khapa, nonché come traduttore dall’inglese.
Dal 1987 al 1993 ha vissuto in India, dove ha imparato il tibetano, sotto la guida di molti grandi maestri tibetani della prima generazione, come Lama Zopa Rinpoche, Kirti Tsenshab Rinpoche, Ribur Rinpoche, Denma Locho Ripoche e Sua Santità il Dalai Lama, Chobye Trichen Rinpoche e molti altri grandi maestri delle 4 scuole ricevendo molti insegnamenti e commenti su Sutra e Tantra mentre era impegnato in molti ritiri di meditazione di pratiche yogiche appartenenti alle quattro tradizioni tibetane.
Dopo aver completato 14 anni di vita monastica, si è dedicato alla traduzione degli insegnamenti orali accompagnando molti Lama nei vari centri del Sud-Est asiatico, in Europa e in America.
Dal 1998, per otto anni, ha vissuto stabilmente con Kyabje Ribur Rinpoche, uno dei grandi Lama del Tibet, fino alla sua morte. Servendo come traduttore e segretario di Ribur Rinpoche, principalmente negli Stati Uniti, ha avuto l’opportunità di ricevere personalmente molti lignaggi di insegnamenti, trasmissioni orali e istruzioni che Rinpoche aveva ricevuto dai grandi Lama del passato.
In seguito, su richiesta di Lama Zopa Rinpoche, ha lasciato gli Stati Uniti per tornare all’Istituto Lama Tzong Khapa come traduttore dal tibetano all’inglese per il Master Program, funzione che ha svolto fino alla fine del 2016.
Da molti anni è il traduttore ufficiale italiano di Sua Santità il Dalai Lama.
Fabrizio Pallotti è autore del programma “Educazione del Pensiero e Igiene Emotiva”, che è un percorso di studio, riflessione e meditazione della Visione Madhyamaka nei grandi classici dei Maestri Indiani, come Nagarjuna e Chandrakirti, e nella Tradizione Gelug che nasce ispirandosi alle spiegazioni innovative e lungimiranti di Sua Santità il Dalai Lama, che sempre enfatizza la necessità di studiare e praticare il Dharma non per fede cieca ma con conoscenza valida abbinata all’esperienza spirituale individuale.
É il responsabile del programma di traduzione e pubblicazione di testi di scienza, filosofia e pratica buddhista e degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama e continua a tradurre oralmente gli insegnamenti dei grandi maestri Tibetani nei vari centri buddhisti in Italia. Insegna anche in molti centri Buddisti e Master accademici.
È fondatore e presidente dell’Associazione Manjushri Lotsawa www.manjushrilotsawa.com e della Accademia Sarva Yoga Citta (Yoga della Mente) www.yogadellamente.com
Vive a Livorno con la moglie Valeria e il figlio Atisha.
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